sabato 2 marzo 2013


In ogni etichetta di vino si possono trovare, a seconda della volontà del produttore, una molteplicità di informazioni più o meno utili. Per legge basta invece siano presenti ed esposte in modo chiaro le seguenti indicazioni che concorrono a determinare la carta di identità del vino:
Informazioni obbligatorie
  • Nome del prodotto (che, in questo caso, coincide con la Denominazione di Origine o l'Indicazione Geografica);
  • Dicitura "Denominazione di origine protetta" o "Indicazione geografica protetta" oppure, in sostituzione, le sigle tradizionali DOC/DOCG o IGT;
  • Titolo alcolometrico volumico (% vol);
  • Origine e provenienza;
  • Imbottigliatore (nome e/o marchio + indirizzo);
  • Indicazione del nome e indirizzo dell’importatore (solo per i vini confezionati extra UE);
  •  Indicazione “contiene solfiti”;
  • Lotto;
  • Quantità.

Altre indicazioni previste dai disciplinari (menzioni "riserva", "classico", "superiore", "novello", "uve stramature", "frizzante", etc.).
La legislazione italiana ha disposto che l'annata sia tra le indicazioni obbligatorie per i vini DOCG e DOC ad esclusione delle categorie di vini liquorosi, spumanti e frizzanti.

Informazioni facoltative:
  • Nome di fantasia del vino e/o Marchio del produttore (ovviamente, non devono trarre in inganno il consumatore è tantomeno confondersi con altre denominazioni/indicazioni o menzioni comunque giù protette in sede UE;
  • Categoria merceologica (vino, vino spumante, vino frizzante, etc.);
  • Annata (solo per i vini IGP visto che per i DOP è obbligatoria);
  • Tipologia rispetto al colore (rosso, bianco, rosato);
  • Riferimenti di altri operatori coinvolti nella filiera;
  • Riferimenti all’azienda agricola con appellativi come "Castello" e simili, ma solo quando l'intera produzione vitivinicola sia all'interno della tenuta;
  • Logo comunitario relativo alla presenza di allergeni;
  • Uvaggio;
  • Tenore zuccherino (per i vini non spumanti) ovvero la tipologia di "versione": secco, abboccato, semidolce (ex amabile), dolce;
  • Indicazioni relative ai metodi di vinificazione e affinamento;
  • Simboli comunitari della DOP/IGP;
  • Indicazioni sulla sottodenominazione o sulla menzione "Vigna" o simili (solo nel caso delle DO);
  • Modalità di conservazione;
  • Caratteristiche organolettiche;
  • Abbinamenti e temperatura di servizio;
  • Informazioni aggiuntive purché veritiere e dimostrabili;
  • Altro (ad esempio, adempimenti ambientali, segni per non vedenti, q code, etc.).
Qualora il disciplinare lo preveda, si può aggiungere la varietà come designazione specifica (sempre che il vitigno principale sia almeno l'85%). In questo caso, però, è da intendersi come specifica "tipologia-versione" di vino prevista dalla DO/IG ovvero un'indicazione obbligatoria.