mercoledì 6 marzo 2013

Il nome letteralmente significa “l’assaggia vino”.
Con l’avvento del bicchiere da degustazione, molto più pratico e funzionale, il tastevin si è trasformato in un emblema di chi beve vino non solo per edonismo ma anche per lavoro. L’Associazione Italiana Sommelier lo ha adottato come simbolo e il logo non è altro che un tastevin stilizzato. Non per per questo non può essere utilizzato ancora oggi per analizzare un vino.
Il materiale  con cui viene prodotto è l’argento oppure il silver plated e ha un manico di piccole dimensioni sul quale si trova il poggia dito. All’interno del tastevin ci sono 8 perle concave, che servono all’analisi visiva del vino rosso, mentre nella zona opposta ci sono 17 o 18 concavità a forma di virgola allungata, che permettono l’osservazione dei vini bianchi. Nel centro troviamo invece una forma convessa, simile ad una bolla, che funge da indicatore di livello: questa non deve essere mai superata dal vino. Infine, attorno a questa bolla, ci sono 14 piccole convessità, la cui funzione è quella di favorire l’esame olfattivo con una ossigenazione più rapida.