venerdì 25 ottobre 2013

Azienda Agricola Mastrojanni un'eleganza tutta toscana

In provincia di Siena, all’estremo sud-est del Comune di Montalcino e più precisamente a Castelnuovo dell’Abate, sorge l’azienda agricola Mastrojanni. Nata nel 1975 sui resti di un borghetto semi abbandonato, con la prima annata datata 1980, Mastrojanni conta oggi 90 ettari, di cui solo 25 vitati, 14 dei quali a Brunello, per una produzione complessiva di 80 mila bottiglie l’anno.
Nel corso del tempo, il Brunello Mastrojanni ha saputo distinguersi per eleganza, sapidità, potenza e lunghezza nonché per la scrupolosa e intransigente attenzione dedicata alla cura delle vigne. La volontà di raggiungere standard sempre più elevati si palesa con l’arrivo, nel 1992, dell’attuale amministratore delegato Andrea Machetti e del dott. Maurizio Castelli come consulente enologo. Il loro apporto si rivela ogni giorno più prezioso concretizzandosi nella produzione di vini di altissima qualità che il mondo intero, dall’America alla Svizzera, dalla Francia al Giappone, ha imparato ad apprezzare. Nel 2008 l’azienda è entrata a far parte del polo del gusto di Gruppo Illy. Per una ben motivata scelta di continuità, la gestione è rimasta esattamente la stessa, e con essa è rimasta anche la filosofia aziendale: tradizione e qualità.

Il territorio
L’azienda Mastrojanni sorge sulla collina di Montalcino, nel sud della Toscana, e deve gran parte del suo successo alla felice posizione geografica della zona di produzione che la ospita, ad un panorama di rara suggestione dove, ancora oggi, è la natura incontaminata a far da padrona. Il territorio presenta un’estrema variabilità geologica e climatica che rappresenta forse l’ostacolo maggiore per chi, animato da tenace passione, decide di accostarvisi. La vite, che cresce e si sviluppa senza complicazioni nei mesi temperati, teme invece i climi estremi per cui annate gelide daranno frutti aspri, annate torride provocheranno un aumento notevole della percentuale di zucchero nell’uva diminuendone la naturale acidità. L’azienda Mastrojanni gode della favorevole prossimità del Monte Amiata, antico vulcano spento che rappresenta una protezione naturale contro il verificarsi di eventi atmosferici particolarmente aggressivi e dannosi per la salute delle viti come grandinate e acquazzoni. La spiccata salinità del terreno, la presenza di ripide più o meno scoscese esposte a tutti i punti cardinali sono alcuni degli aspetti che conferiscono alle uve Mastrojanni quel profilo unico che si traduce in un vino dalla forte personalità, dal carattere distintivo e inconfondibile e che fanno della vendemmia una scommessa che si rinnova anno dopo anno.

La nuova cantina di affinamento Mastrojanni
Il progetto parte dall’intenzione dell’Azienda Mastrojanni di ampliare la cantina esistente con una nuova struttura adiacente destinata all’affinamento dei vini. Il progetto ha tenuto conto delle prospettive aziendali dettate dalla nuova proprietà, che ha scelto in modo convinto il terroir come concetto fondamentale della propria produzione. L’unicità del territorio, del suo paesaggio, del rapporto profondo tra esso e la sua gente è divenuta il fulcro su cui verte la produzione dei vini d’eccellenza.
Tale filosofia, conciliata ai principi della bioarchitettura, è stata trasposta anche nel progetto architettonico che, sin dall’inizio, è stato concepito con la volontà di ridurre al minimo l’impatto ambientale della nuova costruzione e con l’intento di rivalutare le tradizionali tecniche costruttive.
Secondo tali presupposti, cercando la migliore integrazione paesaggistica e la minor dispersione energetica, i nuovi spazi di circa 300 mq sono stati organizzati in una volumetria seminterrata addossata ai fabbricati esistenti e suddivisa internamente in tre ambienti principali: cantina di affinamento, locale di degustazione, ufficio.

I lavori
In seguito sono state realizzate le opere di contenimento del terreno adottando il sistema dei gabbioni metallici riempiti con le pietre dello scavo e realizzati a secco. Questa soluzione senza uso di leganti, come il cemento, ha permesso di mutuare dal terreno verso i locali interni temperatura e tasso di umidità costanti, condizioni climatiche fondamentali per il corretto processo di affinamento del vino.
La soluzione dei gabbioni così come altre soluzioni tecniche sono state adottate per evitare l’insorgere del fenomeno Gabbia di Faraday che isolerebbe l'ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico presente al suo esterno. È stato infatti dimostrato che il campo elettrico naturale ha un ruolo fondamentale sulle difese dell’organismo, in particolare il  mantenimento della polarizzazione cellulare e sull’inibizione dei processi di proliferazione dei microrganismi. Dopo le fondazioni si è passati alla realizzazione degli elementi verticali recuperando la tradizionale tecnica della muratura in mattoni di laterizio facciavista e malta a base di calce. Perciò gli spazi interni della nuova cantina si caratterizzano per la presenza di elementi costruttivi tipici dell’architettura locali quali pilastri e semipilastri, setti murari, archi a tutto sesto e a tre centri. Per la costruzione di tali elementi, mantenendo i criteri della bioarchitettura, sono stati analizzati gli impasti di vari tipi di laterizio e di legante al fine di poter poi scegliere quelli privi di nocive impurità. In applicazione della normativa antisismica vigente, a coronamento degli elementi portanti verticali è stato inserito un cordolo in calcestruzzo armato con acciaio austenitico, una lega ferrosa inossidabile che non interferisce con i campi elettromagnetici.

La filosofia Mastrojanni
La produzione
I vigneti Mastrojanni nascono insieme all’azienda oltre 35 anni fa con un obiettivo ben preciso, valido allora come oggi: prediligere la qualità anziché la quantità, mantenendo una densità che varia dai 3.600 ai 5.300 ceppi per ettaro per i nuovi impianti, con rese non superiori ai 50 quintali per ettaro nonostante, per il Brunello, il disciplinare della D.O.C.G. fissi il limite a 80 quintali. In linea con questo obiettivo, l’azienda da sempre opera nella convinzione che un buon vino possa nascere solo dalla comprensione della grandezza della natura e all’uomo spetti solo il compito di poterla testimoniare, ovvero riuscire a produrre un prodotto di alta qualità senza stravolgerne le caratteristiche originali.

Il vino, dunque, per Mastrojanni nasce in vigna.
Il vero protagonista delle vigne Mastrojanni è il Sangiovese, denominato Brunello a Montalcino. In quantità minori crescono anche Cabernet Sauvignon, Moscato, Malvasia di Candia e Sauvignon con resa altrettanto straordinaria, grazie ad una variabilità pressoché unica dell’altitudine, che oscilla fra i 150 e i 420 metri sul livello del mare. L’approccio adottato dall’azienda può essere definito di tipo ermeneutico. Si ritiene cioè che non si possa produrre un gran vino senza capirlo, diversamente anche le migliori uve daranno risultati mediocri. Capire, ad esempio, quando è il momento giusto per la vendemmia, così da portare in cantina solo uve perfettamente mature e sane, quale legno usare per la vinificazione e l’affinamento in botte, quando travasare il vino e a che temperatura conservarlo: sono solo alcuni esempi dei necessari processi che, annata dopo annata, vendemmia dopo vendemmia, Mastrojanni mette in atto. 
Con l’acquisizione dell’azienda da parte del Gruppo illy, sono stati pochi i cambiamenti apportati; tra questi spicca il re-styling della bottiglia, con una nuova etichetta ora riconoscibile anche dal sigillo di ceralacca che la unisce al vetro. In vigna e in cantina, invece, tutto è rimasto pressoché uguale. L’impianto del vigneto continua ad essere fatto in aree assolate ed arieggiate, il terreno non deve essere eccessivamente fertile, deve ricevere molta acqua ed essere in grado di garantire un ottimo drenaggio. Resta limitato l’utilizzo in vigna di prodotti fitochimici, per cui gli unici correttivi ammessi sono quelli di origine naturale. l ciclo di produzione del vino ha la durata complessiva di un anno ed è scandito da varie tappe fondamentali: la prima fase della potatura dei vitigni, nel mese di Gennaio e Febbraio, la potatura verde in Aprile e Maggio, la diradatura e selezione dei grappoli a Luglio e Agosto, e la vendemmia generalmente effettuata tra settembre e ottobre. Nonostante per Mastrojanni tutte le fasi di tale ciclo siano preziose e oggetto della medesima attenzione, si può dire che è la vigna il luogo in cui si concentrano i maggiori sforzi e le cure più minuziose. Durante la meticolosa fase della raccolta vengono selezionati solo i migliori grappoli ed escluse le uve di scarto. Tramite procedimenti fermentativi in condizioni naturali privi di automazione l’uva viene trasformata in mosto, ovvero la parte liquida che contiene acqua, zuccheri, acidi, sali minerali, tannini e composti azotati. Dopo circa un mese il mosto viene poi separato da bucce e semi e avviato alla lavorazione sempre secondo procedimenti naturali privi di automazione. Al liquido così ottenuto, verrà poi aggiunto metabisolfito per tenere sotto controllo lieviti e batteri tenendo contemporaneamente sotto controllo il grado di ossigeno nel vino sia durante la fase di riposo che durante quella d’imbottigliamento. 
Particolarmente importante é l’invecchiamento che avviene nelle storiche grandi botti di diversa dimensione, dai 16 ai 54 hl che permettono al vino di evolvere nell’aroma e nel sapore. Non vengono invece utilizzate le barriques, ma solo qualche tonneaux per gli I.G.T.. Nel caso del Brunello, vino adatto all’invecchiamento, il tempo è un elemento imprescindibile per conferire quel bouquet inconfondibile la cui vitalità si protrae per decenni mantenendo intatto lo spettro olfattivo.  Non vengono fatti filtraggi, ma solamente travasi che servono per rendere il vino più limpido eliminando le piccole precipitazioni che avvengono durante l’invecchiamento. I travasi vengono ancora fatti tenendo conto delle fasi lunari e più precisamente solo durante la luna calante, seguendo i vecchi principi dei nostri nonni. La cantina, dove viene portato avanti lo sviluppo naturale del vino e le bottiglie completano il processo di invecchiamento che dura dai 6 ai 12 mesi, deve rispettare determinati criteri come la giusta temperatura, il grado di umidità e la luminosità, data la forte interrelazione che il vino stabilisce con l’ambiente circostante. Per la conservazione e l’invecchiamento la temperatura ideale oscilla tra i 16 e i 20°.

L’azienda e il web
Dal 2012 l’Azienda è presente sul web con la sua rete di canali Social Media:
Sul territorio l'azienda Mastrojanni è una delle aziende del Brunello più attive e dedicate alla comunicazione in rete. Cura la propria comunicazione sui SocialMedia professionalmente dal 1 gen 2012,  ha sei canali dedicati, un post al giorno su FB, 1700 tweets nel 2012, 180 pin su Pinterest, un canale dedicato su YTube, un sito e un blog. La strategia SocialMedia dell'azienda Mastrojanni, pone fra i propri obiettivi, oltre alla comunicazione del brand, la promozione del territorio e del Brunello di Montalcino. I dati confermano che Mastrojanni occupa sicuramente i primi posti nei SocialNetwork delle ziende del vino in Toscana e probabilmente anche in Italia, per “engagment” nell'approccio strategico nel nuovo marketing del vino.