mercoledì 22 gennaio 2014

Vino, il mercato Usa continua a correre: + 1,5% nel 2013

Il mercato Usa, numero 1 al mondo (e primo partner enoico commerciale dell’Italia, che è leader in valore e volume nei vini importati negli States), continua a crescere: +1,5% nel 2013 sul 2012, con 328,7 milioni di casse da 9 litri in volume. Ecco i dati salienti dell’ultimo report di Impact Databank, rilanciati dal sito Winenews.it. In particolare, secondo l’agenzia di ricerca «Guest Metrics», specializzata nei canali del fuoricasa, il consumo «on-premise» è diminuito dell’1%, nel complesso, soprattutto nell’ultima parte
dell’anno. Allo stesso tempo, le vendite nei canali «off-premise», secondo dati Iri, sono cresciuti, soprattutto grazie a vini da tavola, che anno visto un +2,4% in volume, e addirittura un +5,9% in valore, con in vini americani che hanno fatto la parte del leone, guidati dalla California a da Washington, crescendo del 3,4% in quantità e del 7,2% in valore, contro quelli di importazione, che hanno perso il 2,3% in volume, pur guadagnando l’1,2% in valore. Secondo il report, l’Italia rimane leader tra i Paesi che importano vino in America, con una performance sostanzialmente stabile sul 2012, in volume (secondo i dati dell’Italia Wine & Food Institute, nei primi 9 mesi dell’anno, +0,4%). Tra i competitor, in volume, chi è cresciuto di più è stata la Nuova Zelanda, con un +21%, seguita da Argentina (+5,5%) e Spagna (+2,6%). Male, sempre in quantità, tutti gli altri importatori più importanti: -1,5% per la Francia, -4,5% per il Cile, -6,5% per l’Australia, -11% per la Germania. Come accade da qualche anno, il segmento più «frizzante» è stato quello degli sparkling wine, con l’Italia che, soprattutto grazie al Prosecco, è cresciuta del 16% in volumi, su una media nazionale, nei canali off-premise, del 9,4%, dove è da tenere d’occhio anche la crescita delle bollicine americane, a +8%. Nel complesso, dicono gli esperti dell’industria, un anno positivo, ma non entusiasmante, come invece si spera sarà il 2014. E qualche segnale di ottimismo già arriva, almeno per i vini made in Usa, stando alle previsioni del report annuale sull’industria del vino della Silicon Valley Bank, che ha sondato il parere di 650 cantine della West Cost e incrociato altri dati, e secondo il quale le vendite dovrebbero aumentare tra il 6% e il 10%.