mercoledì 26 febbraio 2014

MONDO DEL VINO: LA BUROCRAZIA SARÀ PIÙ LEGGERA?

Ieri, 25 febbraio, le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato hanno iniziato i lavori per la definizione di un Testo Unico del Vino volto allo snellimento burocratico del settore vitivinicolo.
FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti - ha dato il proprio contributo concreto con il Dossier Burocrazia.

Ieri, 25 febbraio 2014, le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato si sono incontrati per iniziare i lavori sulla definizione di un Testo Unico per il settore vitivinicolo italiano.
Obiettivo primo è un’operazione di “disboscamento normativo”, di razionalizzazione delle attività di controllo e di snellimento delle attività burocratiche nelle aziende agricole, per permettere agli operatori del settore di lavorare più agevolmente e di poter essere maggiormente competitivi a livello internazionale.
L’accelerazione impressa alle attività delle Commissioni è dovuta alla presentazione nelle scorse settimane di unainterrogazione parlamentare da parte dell’ On. Massimo Fiorio, vicepresidente alla Commissione Agricoltura della Camera, proprio su questi temi.
FIVI, su richiesta dell’On. Fiorio, ha espresso QUESTE PRIORITÀ pur mantenendo la volontà di ottenere tutto quanto è segnalato nel Dossier Burocrazia, in più sedi consegnato e illustrato alle istituzioni:

1. Richiesta che venga istituita l’anagrafe dei controlli per evitare che un’azienda, a distanza di pochi giorni, venga controllata più volte da organismi differenti

2. Richiesta che il vignaiolo abbia l’obbligo di sottoporre al Ministero i documenti relativi all’azienda (ad es. fascicolo aziendale) una sola volta all’anno e che poi questi documenti vengano trasferiti ai vari uffici dell’amministrazione pubblica senza che vengano richiesti al vignaiolo una seconda volta o più.
Il nostro auspicio è che si giunga presto a risultati concreti che possano incidere positivamente sul quotidiano di ogni vignaiolo, e che soprattutto muti il rapporto oggi esistente fra burocrazia e vignaiolo. 
È fondamentale si passi ad una diversa prospettiva che preveda una collaborazione fra le due parti, ovvero che la struttura burocratica non sia più solo controllore delle aziende ma diventi cooperatore delle stesse fornendo regole chiare ma “leggere” che l’impresa è tenuta a rispettare, ma che le permettano di continuare a lavorare ed essere competitiva fuori dai confini nazionali.

A questi link le bozze di proposta sulla quali si sta discutendo, dichiaratamente ispirate al Dossier Burocrazia, giunteci direttamente dalla Commissione Agricoltura

FIVI - Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti
Attualmente sono 750 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 7.500 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 55 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale supera 0,5 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 202 milioni di euro. I 7.500 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41 % secondo la viticoltura convenzionale.