martedì 23 settembre 2014

Stefano Zanette, Presidente della Doc Prosecco, esprime la posizione del Consorzio a commento della classifica nazionale dei vini DOP pubblicata dall’Unione Italiana Vini. Con l’occasione affronta il tema della governance e degli strumenti adottati, come lo stoccaggio: “Sacrifici oggi per favorire al Prosecco il futuro lungo e florido che lo attende e si merita”.

Treviso, 30 aprile 2014. E’ apparsa in questi giorni sul Corriere Vinicolo, organo di informazione dell’Unione Italiana Vini  la classifica delle Denominazioni di Origine più imbottigliate: “E’ il Prosecco Doc la denominazione di origine più imbottigliata del 2013: con oltre 1,8 milioni di ettolitri, equivalenti a 241 milioni di bottiglie, le bollicine veneto-friulane costituiscono il 16% del totale Doc-Docg messo in bottiglia dai produttori italiani nel 2013, pari a 1,5 miliardi di pezzi.
La quota del mondo Prosecco, sommando anche i 73 milioni di bottiglie della Docg Conegliano-Valdobbiadene e  gli 1,2 milioni dell’Asolo Docg, sale ulteriormente arrivando al 20% netto del totale nazionale. Al secondo posto il Chianti con 101 milioni, segue quindi l’Asti con 99 milioni di bottiglie”.
In altre parole 1 bottiglia su 5 che in etichetta rechi la dicitura Denominazione d’Origine, sia essa Doc o Docg, conterrà Prosecco.
 “I dati diffusi dall’Unione Italiana Vini sugli imbottigliamenti delle principali DOP – commenta il Presidente della Doc Prosecco Stefano Zanette - confermano le nostre ricerche e rivelano tutto il peso della nostra denominazione nel panorama enologico italiano. Se questo dato può essere interpretato come chiaro segno del successo della Denominazione Prosecco Doc, allora i meriti vanno ascritti in buona parte al sistema produttivo e alle autorità regionali, nazionali e comunitarie che ci hanno supportato dal punto di vista tecnico e giuridico - precisa Zanette - Quanto al Consorzio di tutela è corretto riconoscergli il ruolo fondamentale svolto in questi anni nel condurre un gioco di squadra assumendo decisioni importanti, spesso coraggiose, nella gestione della Denominazione. Ma anche se i frutti ora si vedono e sembrerebbero darci ragione, molto lavoro resta da fare in un mercato così suscettibile di oscillazioni”.
Un processo virtuoso che vede il Consorzio Prosecco Doc impegnato anche in questi giorni nell’adozione di accorgimenti messi a disposizione dalla normativa vigente nel tentativo di creare un valore duraturo per le imprese del settore.
“Il primo provvedimento che ci accingiamo ad adottare – prosegue Zanette - riguarda la richiesta che formuleremo, con il supporto delle principali associazioni di categoria, alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia in relazione almantenimento delle limitazioni all’iscrizione dei vigneti allo schedario viticolo ai fini dell’idoneità alla rivendicazione della DOC Prosecco fino alla campagna viticola 2016/2017”.
Nel nostro caso non oltre i 20.000 ettari già autorizzati (circa 16.500 al Veneto, 3.500 al FVG).
“Si tratta – precisa Zanette - di un provvedimento atteso che si rende necessario in coerenza con il provvedimento distoccaggio adottato fin dalla campagna vendemmiale 2012, migliorato con la campagna 2013 e che sarà sottoposto all’approvazione della prossima Assemblea ordinaria dei Soci anche per la campagna 2014”. 
A questo riguardo vale la pena evidenziare che le voci ricorrenti sull’imminenza di un provvedimento di destoccaggio si sono rivelate al momento infondate, stante la volontà del Consiglio di Amministrazione di questo Consorzio di valutare non solo l’andamento degli imbottigliamenti della nostra denominazione ma anche l’andamento vegetativo delle nostre viti.  E ad oggi, le previsioni sull’annata 2014 dicono che se non interverranno fattori climatici particolari, la prossima vendemmia rischia di risultare anticipata di circa 20 giorni sulla media stagionale. Se tale stima venisse confermata dai fatti, le produzioni di Prosecco DOC attualmente disponibili (vendemmia 2013) saranno in grado di assicurare la continuità con la prossima campagna viticola. Appare altrettanto evidente che, qualora si venissero a creare i presupposti, in ogni momento – da qui a fine giugno - saremo in grado di intervenire, immettendo nel mercato parte del prodotto attualmente sottoposto a stoccaggio al fine di evitare eventuali tensioni rialziste sui prezzi. Diversamente, non esiteremo a indicare agli organi competenti la necessità di provvedere al declassamento di tali produzioni.
 “Non lo nascondiamo – ammette Zanette - si tratta di provvedimenti importanti e onerosi per il sistema produttivo, ma gli unici in grado di assicurare il mantenimento di valore alla nostra Denominazione in questa delicata fase di assestamento. E’ necessario compiere dei sacrifici oggi per favorire al Prosecco il futuro lungo e florido che lo attende e si merita. Ciò a evidente vantaggio di tutta la filiera. Concludo ribadendo con assoluta convinzione che queste azioni hanno il nobile scopo di garantire non solo un patrimonio del territorio che dà lavoro a migliaia di famiglie ma anche, e soprattutto, mirano a tutelare il consumatore finale che, in caso di una compromissione del valore della denominazione, rischierebbe di vedere abbattuti i livelli qualitativi raggiunti, vera ragione del successo della nostra denominazione nel mondo”.