mercoledì 24 settembre 2014

Vino e tradizione ebraica: “non c’è vita, senza vino” Presentazione de “I calici della memoria” di Gianpaolo Anderlini, a Venezia – edizioni Wingsbert House



Giovedì 11 settembre alle ore 18.00, nell’affascinante cornice del Banco Rosso di Venezia, si terrà la presentazione de “I calici della memoria. Il vino nella tradizione ebraica”, di Gianpaolo Anderlini, edito dalla casa editrice Wingsbert House. Ad accompagnare l’autore sarà il giornalista Mario Ongaro.

L’ex banco dei pegni ebraico, oggi sede di un’azienda che produce vini secondo il metodo Kosher, ospiterà un evento che avrà come protagonisti tradizione, ebraismo e degustazione di vini. Come ci racconta l’autore “Non c’è vita e non c’è gioia, in questo mondo e nel mondo a venire, senza vino”, e dal connubio tra  passione per la tradizione ebraica ed il vino stesso che nasce questo scritto.
Il vino ha una sacralità per l’ebraismo tant’è vero che non sarebbe possibile pensarlo senza di esso. I quattro calici di vino Sèder pasquale, il calice per la santificazione dello Shabbàt e delle feste, da parte ebraica (Qaddìsh), e il calice dell’Eucarestia sono una testimonianza del ruolo simbolico del vino nella vita della comunità,  delle famiglie e della singola persona.
Pertanto, come si fa quando si beve un bicchiere in compagnia (da soli è triste e anche il vino buono perde sapore), auguriamoci l’un l’altro «Lechajim», «Alla vita» e, perché no, anche «Leyàyin», «Al vino»!