martedì 16 dicembre 2014

Il terreno prima di tutto. VinNatur traccia un primo bilancio del progetto sulla fertilità biologica dei terreni avviato un anno fa con un gruppo di cantine associate.

“Conoscere i suoli su cui insistono le proprie vigne, la loro vitalità e capacità di interagire con l’ambiente e con la vite stessa, per poter agire e rapportarsi ad essi nel modo migliore.
Per poter ritrovare nel calice ciò che le radici delle viti hanno potuto raccogliere e trasformare in vino naturale, il più possibile sano”.
Questo l’obiettivo che VinNatur – Associazione viticoltori naturali si è posta oltre un anno fa proponendo alle aziende agricole socie di partecipare al progetto triennaleFERTILITÀ BIOLOGICA DEI TERRENI” totalmente autofinanziato.

Il gruppo di 13 cantine aderenti all’iniziativa ha intrapreso un percorso rivolto allo studio della VITALITÀ dei terreni, considerata quale frutto delle relazioni fra il suolo, le piante e i microrganismi, sotto la guida dell’Agronomo Stefano Zaninotti, che opera in team con una biologa, un’entomologa e un botanico. Le prime analisi e i rilevamenti dei vari terreni sono stati oggetto dell'incontro svoltosi qualche settimana fa tra i curatori del progetto, le aziende che vi hanno aderito ed altri associati  VinNatur, con l'obbiettivo di condividere le diverse esperienze e risultanze.




STEFANO ZANINOTTI spiega: “Si è concluso il primo anno del progetto che ci ha permesso inizialmente di indagare per scoprire che molti suoli sono già in buono stato di equilibrio mentre altri hanno problemi di scarsa o eccessiva respirazione, altri ancora presentano un’attività microbiologica discontinua o alterata da errate pratiche agricole. A partire dal prossimo anno, grazie alle informazioni apprese e ai miglioramenti attuati di conseguenza, potremo divulgare i primi dati, che andranno principalmente a beneficio delle aziende aderenti ma certamente costituiranno patrimonio comune per tutti gli associati”.



Su questo punto ANGIOLINO MAULE, vignaiolo fondatore e presidente VinNatur, ribadisce: “La decisione di affrontare questo progetto, impegnativo sia in termini di energie che di costi per la nostra associazione, è stata determinata dalla convinzione che non sia possibile praticare una viticoltura sana e sostenibile, per l’ambiente e per l’uomo, senza che vi sia rispetto per la terra. La terra, il suolo, viene prima di tutto! Inoltre VinNatur, da sempre, si pone una meta che cerca di perseguire valendosi di strumenti diversi quali i progetti scientifici e le sperimentazioni, l’organizzazione dei saloni annuali e di tavole rotonde e incontri con esperti e scienziati: diffondere cultura fra i nostri produttori associati e fra gli appassionati di vini naturali, perché i primi producano e i secondi consumino con consapevolezza”.



Le tredici aziende agricole socie impegnate nel progetto sono:

    Cà del Vent – Franciacorta, Lombardia

    Corte Sant’Alda – Valpolicella, Veneto

    Costadilà – Treviso, Veneto

    Castello di Stefanago – Oltrepò pavese, Lombardia

    Daniele Piccinin – Monti Lessini, Veneto

    Elisabetta Foradori – Mezzolombardo, Trentino

    Franco Masiero – Vicenza, Veneto

    Il Cancelliere – Irpinia, Campania

    La Biancara – Gambellara, Veneto

    Natalino del Prete – Salento, Puglia

    Santa Maria – Montalcino, Toscana

    Cascina Roera – Asti, Piemonte

    Valli Unite – Colli Tortonesi, Piemonte







Stefano Zaninotti opera come agronomo consulente dal 2008 per note aziende in Piemonte, Veneto, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Svolge il suo lavoro in team con una biologa, un’entomologa e un botanico. L'obiettivo è lo studio del potenziale "terroir" di un vigneto e le influenze della biodiversità sulla difesa da patogeni (funghi e insetti). La sua convinzione è che la gestione del vigneto a "bassissimo impatto" passi per la consapevolezza di cosa c'è nel vigneto, soprattutto di ciò che abbiamo sempre volutamente o meno ignorato.