mercoledì 25 marzo 2015

Il Museo del Vino (MUVIT) al Padiglione del Vino di Expo – A taste of Italy

(22 marzo 2015) 5000 anni di storia del vino in 3000 pezzi. Il MUVIT-Museo del Vino della Fondazione Lungarotti sbarcherà ad Expo2015 con 27 tra i pezzi più pregiati della sua collezione. La Fondazione ha infatti prestato le proprie opere a Veronafiere che realizzerà il Padiglione del vino a Expo. La mostra è organizzata in sei filoni tematici, a partire da un excursus storico sull’antichità romana e greca, per poi esplorare la relazione tra vino e mito, l’utilizzo del vino come medicamento, la relazione tra amore e il nettare degli dei, la convivialità e, infine, il rapporto vino-nutrizione.




1.      La Kylix in ceramica a figure nere (fine del VI sec. a.C.) richiama la pratica conviviale del Simposio, rito di condivisione che segna il consumo di vino nell’antichità greca, etrusca e romana.



2.      Questo Busto di Bacco, attribuito a Girolamo della Robbia (XVI sec.) rappresenta un richiamo alla moderazione nel consumo di vino che è fonte di gioia solo se bevuto con misura.




3.      Questo Ferro da cialde del XVI sec. riporta l’incisione “STVVOL SAPER OVE SAPORE HALCILDA MANGIALA COLVINO DOLCE CALDA CLD” che suggerisce l’abbinamento tra il vin santo e le cialde fatte di farina, uova, zucchero e anice.



4.      Questa coppa nuziale “Bevi se puoi” (Flaminio Fontana, 1575ca.) è “a inganno”: tramite due misteriosi canali realizzati al suo interno consente ai promessi sposi di bere contemporaneamente dalla coppa, l’uno di fronte all’altro.



5.      Questo versatore, a forma di anatra accovacciata su un delfino (sec. XVI-XVII), è una “bagaglia”, un vaso-scherzo di forma fantasiosa da cui far attingere ospiti divertiti.



6.      Il frammento di scultura Mano destra con grappolo d’uva risale all’età dionisiaca e racconta di un legame, quello tra uomo e vite, che non conosce tramonto.

7.      Il vino come incubatore del futuro. La metafora della Bottiglia mamma, tratta dagli schizzi di Gio Ponti e realizzata dalla Cooperativa di Ceramica di Imola appositamente per il Muvit, rappresenta l’uva e il vino come anello di congiunzione tra un passato remoto e il presente proiettato sul futuro.